VIVA DE ANDRÉ

VIVA DE ANDRÉ

in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa di Fabrizio De André

LUIGI MASCIARI.Arrangiamenti e direzione musicale

FRANCESCO BEARZATTI, GIAMPIERO LOCATELLI,

ALFREDO PAIXAO, PIETRO IODICE

LUIGI VIVA: reading

L'11 gennaio prossimo saranno passati venti anni dalla morte di Fabrizio De Andre'. Venti anni senza Faber sono già tanti, troppi, per chi è cresciuto con le sue canzoni e oggi ne sente la mancanza. Per celebrare questo immenso artista, che ha amato molto il jazz e lo ha pure suonato nella Genova della sua gioventù, Umbria Jazz presenta uno spettacolo dal titolo Viva/De Andre'. È uno spettacolo di musica e parole inedito (a parte una sorta di numero zero) allestito da Luigi Viva, giornalista e scrittore, grande conoscitore di Fabrizio su cui ha scritto un libro, "Non per un dio ma nemmeno per gioco".

Viva parlerà di Fabrizio e farà ascoltare documenti audio inediti (uno anche della madre di De Andre') raccolti durante la preparazione del libro. Ne esce uno spaccato interessantissimo del musicista ma anche della straordinaria sensibilità civile dell'uomo. La maggior parte dello spettacolo comunque consisterà nella musica del quintetto composto da Francesco Bearzatti (sax), Alfredo Paixao (basso), Pietro Iodice (batteria), Giampiero Locatelli (piano) e Luigi Masciari (chitarra, arrangiamenti e direzione musicale). A loro, che hanno scelto di chiamarsi Modern Jazz Group, come la band con la quale il cantautore suonò come chitarrista negli anni ‘50, è affidata la rilettura in chiave jazz delle canzoni di Fabrizio. In programma, temi come "La Guerra di Piero", "Valzer Per Un Amore", "La Città Vecchia", "Creuza de Mä", “La Canzone di Marinella”.

“L ‘idea del reading - spiega Viva - si basa sull’assenza/presenza della voce. La voce politica, dell’impegno civile che vive attraverso la sua opera e si contrappone all’assenza fisica della voce che non può più cantare per noi. Insieme al racconto delle fasi più importanti della sua vita, dall’infanzia alla passione per il Jazz e Georges Brassens, ho provato a far riemergere un De André fuori dagli schemi grazie anche a inediti contributi audio che lo vedono protagonista.”