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Carla Bley Big Band

Carla Blay piano
Wolfgang Puschnig sax, flauto
Andy Sheppard sax soprano, sax tenore
Julian Arguelles sax
Roger Jannotta sax soprano , sax alto
Christophe Panzani sax
Lew Soloff tromba
Ernie Hammes tromba
Earl Gardner tromba
Giampaolo Casati tromba
Giuseppe Calamosca trombone
Gary Valente trombone
Gigi Grata trombone
Richard Henry trombone basso
Karen Mantler organo
Steve Swallow contrabbasso
Billy Drummond batteria
Marcio Doctor percussioni

 

18 Luglio

TEATRO TURRENO
ore 21,30

 


Carla Bley Big Band

Il Live di Carla Bley Big Band

Carla Bley è sicuramente la first lady del jazz moderno e vederla dirigere con mano sicura, ma anche con una naturale eleganza, una bella compagnia di maschietti è uno spettacolo delizioso. E la musica, che è poi quello che conta, è di livello assoluto.
Il pubblico di Umbria Jazz, che la conosce bene, perchè Carla esordì nell’edizione del ’78, e da allora è tornata più volte negli anni ’90. In una circostanza ha anche inciso un disco live nella chiesa di San Francesco al Prato, e più di recente ha proposto il remake della sua opera “Escalator over the hill”.
Tutto cominciò nel 1957 quando Carla Borg, diciannovenne californiana innamorata della musica, si innamorò anche del pianista Paul Bley, uno dei pionieri del jazz progressivo. Carla Blay si fece subito conoscere negli ambienti musicali di New York per le sue composizioni raffinate più che per le sue qualità di pianista. Al lavoro di composizione e arrangiamento la Bley affiancò quello di promotrice ed animatrice della scena musicale e artistica della Grande Mela. Prima aderì al Jazz Composers’Guild creato da Bill Dixon, ed in seguito fondò e diresse assieme al trombettista Michael Mantler, il suo secondo marito, la Jazz Composers’Orchestra Association. Nel 1976 compose la musica di “A Genuine Tong Funeral”, geniale partitura dal respiro sinfonico. Subito dopo scrisse gli arrangiamenti per il primo disco della Liberation Music Orchestra di Charlie Haden, come avrebbe fatto anche per i successivi capitoli della band più impegnata e “politica” della storia del jazz. Ed arriviamo a “Escalator over the hill”, vera e propria opera contemporanea con il linguaggio del jazz più progressivo e con il libretto del poeta Paul Hines. Qualcosa di unico nel pur turbolento scenario della musica americana
Nelle composizioni che seguirono Carla Blay sviluppò in termini evidenti e subito riconoscibili il suo personalissimo stile di scrivere, arrangiare e orchestrare. Alla definizione di questo suono contribuiscono l’uso del corno e del basso tuba; l’anomale sezione ritmica con gli impasti del basso elettrico e dell’organo; gli espliciti richiami alla musica europea, ed in particolare a Kurt Weill; un mosaico compositivo in cui si incastrano abilmente blues, musica latina e gospel; una certa predilezione per i tempi in ¾; uno spiccato gusto per la fanfara e la declamazione ironica, addirittura sarcastica. Dopo dischi e tour con piccoli gruppi o addirittura in duo e trio, e dopo una parentesi “accademica” con la deliziosa “Fancy Chamber Music”, negli ultimi anni la Bley ha ripreso a girare con la big band, che resta la più perfetta sintesi della sua arte.