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Chris Potter Group
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Chris Potter |
sax |
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Kevin Hays |
piano, testiere |
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Scott Colley |
contrabbasso |
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Bill Stewart |
batteria |
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Chris Potter
Group

Il
Live di Chris
Potter Group
Originario di Chicago,
poco più che trentenne, Potter è uno dei musicisti più indaffarati
degli ultimi anni, richiestissimo da tutti e con una grande carriera
alle spalle a dispetto della sua giovane età. Ha già vinto premi e
riconoscimenti nell’ambiente del jazz, dove è considerato molto più
che una promessa. Di lui impressionano la maturità del solista,
l’intelligenza del leader, il suono ed il fraseggio originale, tutte
qualità che ne fanno un sassofonista sempre riconoscibile.
Potter ha cominciato il suo percorso professionale nel quintetto del
glorioso trombettista bopper Red Rodney (uno che aveva suonato da
giovane con Charlie Parker) e poi ha collaborato anche con i pianisti
Marian McPartlad e Kenny Werner. Tutte esperienze, quindi,
caratterizzate da un approccio sostanzialmente tradizionale al jazz.
Ma Potter non è un musicista tradizionale, o almeno non solo questo, e
difatti dopo questi passaggi, in un certo senso obbligati per un
giovane, è passato a situazioni più intriganti e moderne. Ha fatto
parte della Mingus Big Band, del Paul Motian Electric Be Bop Band, del
quintetto di Dave Holland (uno dei più interessanti gruppi del jazz
contemporaneo) fino alla band del trombettista Dave Douglas. Potter
compare anche nell’ultimo disco di Douglas, “The Infinite” (c’è anche
Uri Caine).
In tutto questo tempo è riuscito a trovare il modo per compiere i
primi passi come leader, incidendo una serie di ottimi dischi, prima
per la Concord (“Vertigo” e “Unspoken”, con Scofield, Holland e
DeJohnette) poi per la Verve (“Gratitude”). In quest’ultimo disco
Potter dedica le sue composizioni ai grandi saxmen del passato e del
presente, in pratica disegnando l’identikit dei suoi ispiratori:
Coltrane, Rollins, Shorter, Brecker, Lovano, Lester Young, Coleman
Hawkins, Ornette, Parker.
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