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George Russell Living Time Orchestra

George Russell leader
Honshuku Hiru flauto, assistente d' orchestra
Stanton Davis tromba
Tiger Okoshi tromba
Stuart Brooks tromba
Dave Bargeron trombone
Richard Edwards trombone basso
Steve Slagle sax
George Garzone sax
Pete Hurt sax
Brad Hatfield tastiere
Steve Lodder tastiere
Mike Walker chitarra
Bill Urmson basso elettrico
Billy Ward batteria
Pat Hollenbeck percussion

 

Dal 16 al 20 Luglio

TEATRO MORLACCHI
“Round Midnight”

 


George Russell Living Time Orchestra
 

Il Live di Goerge Russell LivingTIme Orchestra(16)
Il Live di Goerge Russell LivingTIme Orchestra(17)

Torna a Umbria Jazz, dopo alcuni anni (era stato ospite del festival nel ’90 e nel ’94) uno dei veri intellettuali del jazz moderno, l’uomo che ha ridefinito l’identità ed il senso stesso dell’orchestra. “Voglio che la gente abbia emozioni e si diverta con la musica, ma vorrei anche farla pensare alla musica e di conseguente a se stessa.”.
Russell è un virtuoso, non di uno strumento ma del pensiero che diventa composizione; Russell “suona” l’orchestra, come ha detto un critico con felice intuizione, ed è fra i pochissimi o forse l’unico compositore che possa essere accostato a Duke Ellington nella capacità di creare un linguaggio nuovo. E’ stato lui a traghettare il jazz dalla tradizione del bebop all’avanguardia, mantenendosi in miracoloso equilibrio fra l’improvvisazione e la scrittura. “La libertà senza logica – diceva – è il caos”.
Russell oggi ha quasi 80 anni. Fin dall’inizio della carriera dimostrò, uno spiccato interesse più che per i suoi strumenti, il piano e la batteria, per la composizione e l’arrangiamento. Sfortunatamente per lui, fortunatamente per i suoi fans, a causa di una malattia polmonare ebbe molto tempo per studiare, su un letto di ospedale. Così mise a punto la sua ricerca teorica, i cui risultati furono pubblicati nel ’53 con il titolo “Concetto Lidio di organizzazione tonale”. Senza quel lavoro forse non ci sarebbero stati molti sviluppi della storia del jazz, inclusi Miles Davis e John Coltrane.
Nel periodo del Bebop lavorò molto con Gillespie, poi, nel periodo ‘50 – ’60, con Lee Konitz, Bill Evans, Paul Bley, Eric Dolphy, Max Roach, Don Ellis. Per i suoi gruppi passarono i musicisti che pensavano al jazz come ad un’arte progressiva in continua ricerca. Insegnante in numerose università, compositore di opere commissionategli da fondazioni, associazioni culturali, istituzioni accademiche, Russell è stato molto tempo e molte volte in Europa, dove ha collaborato con artisti come Jan Garbarek, Terje Rypdal, Andy Sheppard, Kenny Wheeler. Molte volte ha costituito quindi orchestre europee, ma è la Living Time Orchestra la creatura prediletta, quella che meglio di altre esprime la sua arte e le sue teorie.
“Una sorta di osmosi totalizzante e unificante – ha scritto Philippe Carles – compie nella sua opera un’autentica fusione dove tutto in ogni momento può accadere… vivacità, charme melodico, dinamismo ritmico ne fanno uno dei maggiori universi della galassia jazz”.