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Jane
Monheit
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Jane Monheit |
voce |
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Joel Frahm |
sax |
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Mike Kanan |
piano |
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Joe Martin |
contrabbasso |
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Rick Montalbano |
batteria |
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Jane Monheit

La giovane Jane Monheit,
25 anni non ancora compiuti, costituisce senza alcun dubbio la più
bella voce femminile emersa negli ultimi anni dal microcosmo della
vocalità jazz ultimamente un po’ fermo.
Jane Monheit è una ragazza americana di Long Island, nata e cresciuta
in una famiglia molto musicale, dove tutti suonavano per hobby, ma la
zia e la nonna erano state cantanti professionisti. Talento a parte,
ha compiuto buoni studi prima nelle scuole superiori della sua città,
poi alla Manhattan School of music di New York, sponsorizzata da uno
dei cantanti del famoso quartetto vocale New York Voices. La grande
svolta è arrivata nel 1998, quando Jane aveva compiuto 20 anni,
festeggiati vincendo il prestigioso concorso Thelonious Monk nella
categoria dei nuovi talenti. Fra i giurati c’erano anche Dee Dee
Bridgewater e Diane Reeves.
Dopo due anni è arrivato il primo, attesissimo, disco “Never never
land”, seguito, qualche mese fa, dal secondo, “Come fream with me”. In
entrambi la Monheit è circondata da una parata di stelle fra cui il
pianista Kenny Barron, che sta seguendo con scrupolo la sua carriera.
Barron è entusiasta delle qualità di Jane, riconoscendole sia la
professionalità sia il talento. E anche Ron Carter si iscritto nella
lista dei suoi ammiratori. “Se trovate una giovane cantante migliore
di lei – ha detto – chiamatemi”.
Jane Monheit non fa mistero di ispirarsi all’eredità di Ella
Fitzgerald e Sarah Vaughan. Il suo è un canto solare, fatto di
musicalità e naturalezza, perfettamente inserito nella tradizione del
jazz. Nessuna novità, evidentemente, ma una qualità che mancava da
tempo al panorama della vocalità jazz.
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