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Marcus Miller
Group

Nel 1981 Miles Davis, che
non era solito esprimere apprezzamenti per i colleghi, fu conquistato
da un ragazzo della periferia di New York che allora aveva 21 anni e
suonava da virtuoso il basso elettrico. Lo scritturò immediatamente e
con lui fece alcuni dischi come We Want Miles e Star People. Marcus
Miller aveva già fatto cose importanti, specialmente come musicista a
suo agio nello studio di incisione.
Aveva suonato con Dave Sanborn, Aretha Franklin, Roberta Flack, i
Brecker Brothers e Lenny White, che era anche suo vicino di casa. La
sua visione della musica era chiara. Miller prediligeva il soul, il
funky e la grande Black Music in generale, nella quale portava non
solo la sua straordinaria competenza di bassista e polistrumentista,
ma soprattutto il talento di compositore, produttore, organizzatore di
situazioni musicali. In questo scenario rientrava, non in modo
particolarmente privilegiato, anche il jazz, fattogli conoscere da un
cugino in seconda, Wynton Kelly.
Molto più esperto e maturo, incontrò di nuovo Davis, qualche anno
dopo, e il suo contributo a dischi come Tutu, Amandla e la colonna
sonora del film Siesta è fondamentale. Miller realizzò la produzione,
compose i temi, suonò il basso e le tastiere, ed in alcuni casi tutti
gli altri strumenti. Il trombettista si limitò a suonare la tromba.
Mai Davis aveva lasciato tanta mano libera a qualcuno, se non forse a
Gil Evans.
Davis a parte, Miller continuò a lavorare con successo per altri e
anche un po’ per sé, offrendo sempre prodotti curatissimi in ogni
dettaglio, perfettamente confezionati e con grande dispendio di
tecnica e di ospiti speciali, anche per la grande credibilità di cui
godeva negli ambienti della musica, ma non freddi. A lui si sono
rivolti personaggi come Wayne Shorter, Joe Sample, Omar Hakim, Hiram
Bullock, Al Jarreau.
Negli anni più recenti, passato alla etichetta francese Dreyfus,
Miller ha intensificato la produzione a suo nome, snocciolando una
serie di dischi di ottimo livello, da “The sun don’t lie” a “Tales”,
fino al recente ‘’M2’’. In quest’ultimo sono coinvolti, fra gli altri,
Branford Marsalis, Kenny Garrett, Herbie Hancock, Djavan, James
Carter, Chaka Khan. Qualche anno fa, in veste di bassista, Miller ha
preso parte al supergruppo Legends, che ha suonato anche a Spello per
Umbria Jazz (c’era pure Eric Clapton).
Oggi Marcus Miller è una delle teste pensanti della musica Nera, ma
questa sua forte identità di “regista-produttore” non deve far
dimenticare l’importanza del bassista elettrico, uno dei tre, con
Stanley Clarke e Jaco Pastorius, che hanno contribuito all’evoluzione
moderna di questo strumento.
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