Back

 

Esbjörn Svensson Trio
 

Esbjörn Svensson piano
Dan Berglund contrabbasso
Magnus Öström batteria

 

  21 Luglio

  TEATRO MORLACCHI
“Round Midnight”

 


Esbjörn Svensson Trio

Quando si dice: a grande richiesta. L’anno scorso il trio E.S.T. di scena nel piccolo splendido oratorio di Santa Cecilia, fu la rivelazione del Festival. Non pochi accostarono quel successo alla scoperta, alcuni anni prima, di Brad Mehldau, anche se la musica è molto diversa. Per di più, il trio è svedese, e anche se il jazz europeo è, non da oggi, a livelli altissimi di maturità, stupisce sempre un exploit del vecchio continente.
La Svezia in realtà non è un paese marginale per il jazz, tutt’altro. Vi abitarono a lungo Dexter Gordon e Johnny Griffin, vi sono nati due artisti come Lars Gullin, straordinario baritonista, e in tempi più recenti Bobo Stenson. Dalla Svezia arriva un nuovo talento, il pianista Esbjorn Svensson, titolare di uno dei più interessanti trii europei. Svensson è nato nel 1964 in una cittadina che si chiama Vasteras. La madre era pianista classica, il padre un innamorato nel jazz. In casa c’era un pianoforte, e il giovane Esbjorn cominciò a suonarlo, anche se in realtà voleva fare il batterista. I suoi modelli erano Keith jarrett e Chick Corea. Dopo buoni studi all’università di Stoccolma diventò musicista professionista e nel ’93 prese corpo il suo trio. Nello stesso anno registrò il disco di esordio per la Dragon, importante etichetta svedese. Altri seguirono, fino alle più recenti produzioni per l’etichetta Act: “Winter in Venice” del ’97, “From Gagarin’s point of view” del ’99, e “Good morning Susie Soho” di due anni fa. In precedenza c’era stato anche un cd tutto dedicato a Monk. Produzione più recente è “Strange place for snow”.