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Banda Osiris,
Enrico Rava, Gianmaria Testa, Stefano Bollani, Enzo Pietropaoli, Piero
Ponzo

Il
Live di Guarda
che Luna...
"GUARDA CHE LUNA..."
TRIBUTO A FRED BUSCAGLIONE.
Non è un concerto e nemmeno un musical, non è una pièce teatrale e
nemmeno cabaret. E’ un po’ tutto questo messo insieme, l’originale
spettacolo che Umbria Jazz propone al suo pubblico.
Si sorride e si ride, e soprattutto si ascoltano belle canzoni
italiane di un’altra epoca. E’ l’epoca dei night club, dello svago
dopo le ore di fabbrica, delle balere covo di una malavita da
operetta, di donne fatali. Un’Italia un po’ noir, sognando l’America,
bevendo whisky con ostentazione e suonando il jazz.
E’ l’epoca di Ferdinando “Fred” Buscaglione, voce di carta vetrata,
songwriter (assieme al paroliere Leo Chiosso) di immenso talento,
cantante, attore, maschera grottesca di gangster della Bovisa.
Baffetto alla Clark Gable, sigaretta all’angolo della bocca, bicchiere
in mano, chili di brillantina in testa, eternamente in equilibrio fra
sentimento e caricatura, Fred ha interpretato come nessun altro un
periodo della nostra storia. E con un successo incredibile. Di una
canzone come “Che bambola” vendette quasi un milione di copie!
Lo spettacolo è un tributo a questo grande artista, ed il cast, per la
prima volta insieme, comprende alcuni dei più bei nomi dello scenario
del jazz tricolore (Enrico Rava, Stefano Bollani, Enzo Pietropaoli,
Piero Ponzo), la Banda Osiris e Gianmaria Testa,
cantautore-capostazione torinese come Buscaglione, artista di culto
segnalatoci dai francesi alcuni anni fa (nemo propheta in patria…) e
vincitore due volte del benemerito Premio Recanati.
Possiamo, se proprio si vuole inserire questo show in un contesto di
tendenza, ricordare che negli ultimi anni si assiste, soprattutto, ma
non solo, ad opera dei nostri jazzmen più sensibili e colti, ad una
riscoperta del patrimonio delle canzoni italiane del passato. Lo
scorso anno Umbria Jazz ha presentato a Orvieto “Abbassa la tua
radio”, e come non ricordare i “Radio Days” del duo Rava-Sellani. Era
naturale che prima o poi si arrivasse (si ritornasse) a Buscaglione,
il nostro Tom Waits anni ’50.
Due note biografiche, perché i frequentatori non anziani di Umbria
Jazz non erano nati quando Fred si schiantò, il 3 febbraio 1960, con
la sua Thnderbird rosa confetto, contro un camion dalle parti
dell’Eur. Era nato il 1922, aveva studiato musica in conservatorio, e
aveva fatto molta gavetta nelle sale da ballo prima di sfondare. Gli
fu di aiuto, ad un certo punto, Gino Latilla, un altro grande del pop
di quell’epoca, ma il talento era un dono della natura e Fred sapeva
scrivere canzoni strepitose. Il successo che conobbe fu clamoroso, e
molte sue songs sono rimaste nel “real book” della musica leggera
italiana: Eri piccola così, Guarda che luna (che però non fu scritta
da lui), Porfirio Villarosa, Whisky facile, Love in Portofino, e tante
altre.
Bell’idea, quella di ricordare Fred Buscaglione.
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