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Vienna Art Orchestra

Anna Lauvergnac voce
Thorsten Benkenstein tromba leader
Matthieu Michel tromba
Thomas Gansch tromba
Bumi Fian tromba
Adrian Mears trombone, didgeridoo
Robert Bachner trombone
Christian Muthspiel trombone
Ed Partyka trombone basso, tuba
Klaus Dickbauer sax alto, clarinetto, flauto
Florian Bramböck sax alto, clarinetto basso
Harry Sokal sax tenore, sax soprano
Andy Scherrer sax tenore
Herwig Gradischnig sax baritono
Alegre Correa chitarra acustica, percussioni
Martin Koller chitarra elettrica
Georg Breinschmid contrabbasso
Robert Riegler basso elettrico
Mario Gonzi batteria
Jojo Mayer batteria elettronica

 

  12  Luglio

TEATRO MORLACCHI
ore 21,30

 


Vienna Art Orchestra

Il Live di Vienna Art Orchestra

Venticinque anni di attività sono molti per un gruppo musicale; per un’orchestra jazz sono una eternità, considerando le difficoltà (economiche e organizzative) alle quali si va incontro nel mantenerla unita. Vienna Art Orchestra ha doppiato felicemente il quarto di secolo ed è anzi, oggi, uno dei complessi più affermati, anche grazie a produzioni discografiche sempre stimolanti e ad una intensa attività concertistica e multimediale.
Tutta la storia cominciò con Mathias Ruegg, studente nel cuore delle Alpi svizzere. Nella metà degli anni ’70 lo troviamo pianista a Vienna, dove incontrò il sassofonista Wolfgang Puschnig, originario della Corinzia. Il duo diventò presto un trio, poi un quartetto e così via. Il risultato, alla fine, fu Vienna Art Orchestra, che pubblicò il primo disco nel 1979, “Tango from Obango”. Era nata una delle più importanti e stimolanti orchestre jazz europee di sempre.
L’orchestra ebbe successo fin da subito: concerti, premi, tour in tutto il mondo, collaborazioni con artisti di altri campi, come il poeta Ernst Jandl. E soprattutto, una grande considerazione nell’ambiente dei musicisti, fra i quali Gil Evans, uno che di suoni di orchestre si intendeva, che aveva avuto modo di sentire l’orchestra a New York.
Sempre con la guida di Ruegg, compositore e arrangiatore dallano felice, VAO si distinse per una spiccata vocazione alla progettualità, ed in particolare per l’approfondimento delle pagine dei grandi compositori del jazz americano come Ellington, Mingus ed Eric Dolphy, e dei classici come Gershwin. Curiosamente, tutti questi autori erano stati influenzati dalla tradizione accademica europea, e chi meglio di una orchestra viennese poteva chiudere questo circolo?
Ma VAO non dimenticava le sue radici, e il primo gennaio 2000, al volgere di un nuovo anno, un nuovo secolo e un nuovo millennio, l’orchestra si esibì in una eccitante rivisitazione delle musiche di Johann Strass. E che dire di “Centenary Journey”, un programma concertistico in cui le composizioni originali erano ispirate ai diversi decenni della storia della musica del ‘900, da Jelly Roll Morton a John Cage al rock? “Art & Fun 25” è il programma concertistico più recente, e già nel titolo riassume il progetto della band: impegno e divertimento; ispirazione e creatività non disgiunte dal piacere di fare (e, per noi, ascoltare) musica.