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ARBORE SWINGA E TRIONFA A U.J. 2002
Renzo Arbore questo concerto proprio non lo voleva fare. Lui, presidente
dell’ Associazione Umbria Jazz, da sempre responsabile organizzativa e
artistica del Festival, non poteva venire qui come musicista e performer, non era corretto, non si poteva fare. Ci sono volute la Lega
del Filo d’ Oro di Osimo che aiuta i bambini sordo ciechi e la campagna
di beneficenza in loro favore promossa da Vodafone Omnitel per convincerlo a tenere un concerto appunto di beneficenza qui a U.J.
2002. E per fortuna perché il nostro Renzo nazionale in un teatro
Turreno stracolmo ha dato ieri sera una prova in più di essere un
grandissimo uomo di spettacolo. Alla testa dei suoi bravissimi Swing
Maniacs ha presentato un lungo show tutto centrato sullo swing e dedicato alle più belle canzoni italiane che nel corso dei decenni sono
state ispirate a questa concezione del ritmo. Canzoni composte o
rese famose da Modugno, Natalino Otto, Lelio Luttazzi, nonché
alcune tra le più belle melodie composte dallo stesso Arbore,
arrangiate in modo sapiente, autoironico e musicalmente molto
riuscito, si sono succedute in un tutto divertente e piacevole,
intervallate da barzellette e brevi gags a formare uno spettacolo
riuscitissimo che girerà per l’ Italia in Agosto...
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(a cura di Giovanni Serrazanetti)
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GEORGE RUSSEL LIVING TIME ORCHESTRA
George Russell, un leader, compositore ed arrangiatore che, con la pubblicazione nel 1953 del suo Lydian Concept of Tonal Organization, è divenuto uno dei pochi personaggi a dare un contributo teorico allo sviluppo stilistico del modern jazz, ha inaugurato la sua serie di sei notti ad UJ 2002 al Teatro Morlacchi, lunedì sera, con un programma che include 5 lavori che rivelano la versatilità e l’originalità proprie di un vero visionario musicale. Russell, che era già apparso ad UJ nel 1990 e nel 1994, ha fatto il suo ritorno a Perugia al timone di un’edizione della sua Living Time Orchestra che include a sè solisti stellari del calibro di trombettisti come Tiger Okoshi e Stanton Davis, trombonisti come Dave Bergeron e i sassofonisti Steve Slagle e George Garzone... continua
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(a cura di
Mitchell Feldman)
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ANCORA UNA VOLTA GRANDISSIMO LARRY WILLIS
Uno degli appuntamenti imperdibili di questa edizione di U.J. a Perugia
è quello con il trio di Larry Willis, che replica ogni notte a mezzanotte nel piccolo e bellissimo chiostro di S. Lucia. Pur essendo
notissimo negli ambienti del jazz professionistico americano, al punto
da avere partecipato da sideman a più di 300 incisioni ed aver lavorato
per leaders del calibro di Roy Hargrove, Larry Willis è rimasto sinora
relativamente fuori dei riflettori della fama e della notorietà presso
il grande pubblico. E ad ascoltare il suo trio al lavoro qui a U.J.
veramente non se ne capisce la ragione...
continua
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(a cura di Giovanni Serrazanetti)

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FANTASTICHE CHITARRE IN PIAZZA IV NOVEMBRE
Lunedì sera, il trio dei chitarristi Bucky Pizzarelli, Howard Alden e Frank Vignola ha presentato un fantastico concerto al tramonto che ha mostrato al pubblico le loro abilità nell’eseguire versioni jazz di brani tratti dal repertorio popolare Americano. Guidato da Pizzarelli, un vero “Sultano dello Swing”, che ha suonato con la sua particolare chitarra a 7 corde, il trio non si è solo esibito nelle hit di successo di Broadway e Hollywood ma ha anche interpretato diversi classici delle big band come “Stompin’ At The Savoy” di Benny Goodman e “L’il Darlin” di Count Basie, distillate
... continua
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(a cura di
Mitchell Feldman)
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ANCHE LA POESIA DI RENATO SELLANI A U.J. 2002
Che Renato Sellani fosse uno dei migliori pianisti italiani lo sanno
benissimo almeno due generazioni di jazzmen, italiani e non, che lo
hanno voluto con loro come sideman di lusso in innumerevoli occasioni.
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Che fosse anche uno splendido leader di gruppi propri forse era meno
noto, ma da oggi, dopo il suo impegno qui a U.J. 2002 dove ricopre,
assieme nientemeno che a Larry Willis, il ruolo di “resident pianist”
penso che questa lacuna verrà rapidamente colmata.
Oggi alle 13 Sellani
era alla Bottega del Vino in compagnia di Massimo Morricone al basso e
di Gianluca Nanni al “rullante e charleston”. Da vero poeta dei tasti
bianchi e neri, con lo sguardo spesso perso nel vuoto a percorrere
strade di ispirazione solo a lui note, il pianista ha condotto il pubblico in un lungo e delicato viaggio musicale il cui materiale di
partenza era tutto fatto di standards, alcuni dei quali notissimi, resi
nuovi e freschi dal linguaggio adottato. Un linguaggio affinato da
Sellani nel corso della sua lunghissima carriera e fatto oggi di note
leggere e di silenzi meditati, di spazi sonori privi dei fortissimi e
ricchi invece di quei pianissimi che oggi sempre meno si sentono e si
apprezzano. Una espressività rara, preziosa e solo apparentemente
fragile in cui la qualità prevale sempre sulla quantità e dove le frasi
sono fatte da poche note tutte egualmente significative. Eccellenti
anche Morricone e Nanni, chiamati al non facile compito di essere ricchi
e fantasiosi negli spunti solistici ma attentissimi a seguirsi l’ un l’
altro e insieme a sostenere il leader senza mai invaderne lo spazio nel
ruolo fondamentale di accompagnatori. Tutto sommato un bel momento
musicale che ci ha fatto apprezzare in pieno un Sellani veramente bravo
e che tutti ricorderemo con vivo piacere e con rimpianto.
(a cura di Giovanni Serrazanetti)
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SILJE NERGAARD
Ancora una volta il tutto esaurito all’Oratorio Santa Cecilia, per ascoltare l’abile giovane cantante e compositrice Norvegese Silje Nergaard al suo debutto perugino ad UJ 2002 nel pomeriggio di martedì 16 luglio.
In tour, a supporto della sua settima registrazione, At First Light, Nergaard è recentemente emersa come una delle voci più originali della scena jazz Europea ed è giunta in Italia sull’onda dei successi riportati ai festival di Molde, Stoccolma e l’Aia. Con il suo grazioso abbigliamento velato e pastello, con i suoi capelli biondi tagliati alla Peter Pan, ha riversato sul pubbico un incantesimo magico esibendosi nelle sue canzoni originali... continua
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(a cura di
Mitchell Feldman)
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