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WAYNE SHORTER ACOUSTIC QUARTET
La decisione del virtuoso compositore e strumentalista Wayne Shorter, un ispiratore per generazione di sax tenore e soprano che ha suonato jazz-rock fusion per decenni, di andare in tour dal contesto interamente acustico, dalla prima volta fino agli ultimi anni ’60 e, sicuramente l’evento più notevole degli ultimi anni sulla scena internazionale jazz. Straordinariamente, il suo quartetto con Danilo Perez al piano, John Patitucci al basso e Brian Blade alla batteria, che si è esibito il 17 luglio al teatro Turreno davanti ad un pubblico SRO (Standing-Room-Only) come accadde anche ai Giardini del Frontone durante UJ 2001, è la prima band acustica che lui ha guidato in ogni punto della sua prestigiosa
carriera... continua |
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(a cura di Mitchell Feldman)
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CHITARRE JAZZ CON BUCKY PIZZARELLI
Questo è un momento in cui sempre più si sente parlare di swing e sempre
più si ascoltano artisti che si rifanno alla lezione estetica di quel
tipo di suonare jazz che ha caratterizzato un’ epoca ben precisa della
musica afroamericana, quella degli anni ’30 e ’40. Bucky Pizzarelli è
oggi uno degli ultimi musicisti in attività che si è veramente formato
in quell’ epoca. Il suo chitarrismo si rifà direttamente alla lezione
dei primi maestri della sei corde che arricchivano il suono delle grandi
big band e che, grazie ad un attacco potente e preciso e un senso incredibile dello swing riuscivano a farsi sentire, senza
amplificazione, sul pieno dei fiati. Qui a Perugia Bucky Pizzarelli è
venuto questa volta in compagnia di altri due chitarristi, Howard Alden
e Frank Vignola, a portarci un po’ della sua magia e della sua poesia
rimaste inalterate negli anni ... continua

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(a cura di
Giovanni Serrazanetti)
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BERKLEE FACULTY
La serie di concerti “round midnight” in corso all’Hotel
Brufani dei membri della facoltà del programma estivo a Perugia
di Berklee College of Music ha presentato il 17 luglio un
quintetto composto dalla pianista Consuleo Candeleira, il sax
tenore Dino Govoni, il chitarrista Mark White, il bassista Claudio
Zanghieri e Mark Volpe alla batteria. Il repertorio, che ha
incluso “Refrigerator Experiments” di White e “In Your
Absence” di Giovoni, il “ballad” intramontabile “Body
& Soul”, “Loud Zee” di Jerry Bergonzi e il blues
“Sandu” di Clifford Brown ha dimostrato che se lo sviluppo
della futura generazione di improvvisatori è affidata al lavoro
di mentore come gli accademici della Berkley, il futuro del jazz
è in buone mani.
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(a cura di
Mitchell Feldman)
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COOLBONE BRASS BAND IN PARATA
Le street band sono una delle prime forme espressive del jazz degli
albori a New Orleans. Le prime jazz band di quel periodo venivano impiegate in vere e proprie parate per matrimoni, o funerali, o nel
carnevale, o per fare pubblicità a qualche particolare locale, o per
qualsiasi occasione che anche lontanamente lo giustificasse. Ancora oggi
quella tradizione è rimasta molto viva a New Orleans e da molti anni
ormai anche U.J. l’ha fatta propria, al punto che ogni edizione del
festival viene ufficialmente inaugurata da una Street Band presa direttamente da New Orleans che percorre trionfalmente Corso Vannucci
seguita da una folla festante, rito che poi si ripete due volte al
giorno per tutto il Festival. continua

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(a
cura di Giovanni Serrazanetti)
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LODARE IL SIGNORE CON LA MUSICA
Ogni pomeriggio alle 14:30 fino al 21 luglio presso l’Alfa Soul Stage, accanto al Louisiana Corner nei Giardini Carducci, Lyle Anderson & Emmanuel Gospel Singers creano un’atmosfera santificata grazie al sound profondo ed appassionato dei loro gospel. É uno degli stili musicali essenziali che il jazz ha evoluto. Il gospel loda il Signore in modo armonico e ritmico e Henderson con il suo gruppo ha avuto il pubblico ai suoi piedi, il quale ha battuto le mani ed ha esclamato “alleluia” brano dopo brano. L’effetto ispiratore di questa gioiosa celebrazione musicale risolleva sicuramente lo spirito.
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(a cura di
Mitchell Feldman)
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