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METHENY - HADEN UN DUO STELLARE
Grande magia e inconfondibile classe al concerto che Pat Metheny e
Charlie Haden hanno dato ieri sera al Morlacchi di fronte ad una calorosa platea. E’ stato uno degli ultimi concerti dove questi due
grandissimi artisti, ognuno maestro indiscusso del proprio strumento, si
sono esibiti insieme. Infatti il progetto “Beyond the Missouri Sky”,
frutto più recente della loro collaborazione, è, a detta loro, ormai
giunto al traguardo e per ora non ci sono altri progetti nell’ immediato
futuro. Ed è un peccato perché le atmosfere create da questo duo, nato
ufficialmente nel ’99 ma in fieri da molti anni, saranno difficilmente
ripetibili. Sarà che entrambi vengono dalle piane del Missouri, sarà
che sono straordinari musicisti e che la loro conoscenza l’ uno dello
stile dell’ altro ed entrambi del repertorio che propongono è totale, ma
certo il loro interplay è assoluto, la loro comunicazione è completa, il
linguaggio immediatamente intelligibile, la poesia è tanta e tutto
questo fa sì che il risultato sia a livelli che raramente si ha modo di
ascoltare. Un grande momento per il pubblico di ieri sera al Morlacchi
e per quei fortunati che hanno acquistato il biglietto per le due repliche di oggi e domani alla sala Podiani della Galleria Nazionale
dell’ Umbria. Per molti aspetti questo è l’ ”evento” di Umbria Jazz
2002. |
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(a cura di Giovanni Serrazanetti)
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AVISHAI COHEN & INTERNATIONAL VAMP BAND
Il giovane ed abile contrabbassista e pianista Avishai Cohen, bassista del gruppo Origin di Chick Corea, suona curiosamente il pianoforte nella sua International Vamp Band, un sestetto con il quale ha esordito nel febbraio del 2001 alla Jazz Gallery di New York. La band, che si esibita al teatro Turreno il 19 luglio dopo il concerto di Corea, ha eseguito brani presenti in Unity, la quarta incisione discografica di Cohen per l’etichetta di Corea, Stretch, ed un progetto che lui ha concepito come una preghiera di pace, in particolare rivolta ad Israele, la sua terra natale...
continua
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(a cura di
Mitchell Feldman)
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CLAUDIA ACUNA DAL CILE A PERUGIA VIA NEW YORK
Ieri pomeriggio alle 18 ha debuttato nel chiostro di Santa Cecilia Claudia
Acuña, tornata a Perugia dopo due anni di assenza alla testa di
un quintetto di validi musicisti tutti provenienti dall’ area di New
York. La Acuña ha presentato un programma quasi tutto tratto da suo
ultimo lavoro discografico “Wind from the south” uscito per la Verve.
Abbandonati del tutto i suoi percorsi verso lo swing e il jazz tradizionale la brava cantante cilena ha mostrato di avere finalmente
imboccato la strada della ricerca di un suo linguaggio personale. Un
linguaggio fortemente caratterizzato dai profumi del natio Sud America,
mescolati a tutte le influenze che ha assorbito durante il suo lungo
soggiorno newyorkese...continua
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(a cura di Giovanni Serrazanetti)
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GIANNI COSCIA
Nel corso della conferenza stampa dell’Egea Records tenutasi all’Hotel Brufani nella mattinata di sabato 20 luglio, per presentare i loro due ultimi dischi – “Joao Gilberto Live at Umbria Jazz” e “Perugia Suite” di Enrico Pieranunzi -- il Direttore Artistico di Umbria Jazz, Carlo Pagnotta, ha scherzato che l’etichetta discografica perugina, ha eliminato le “drum set” dalle sue registrazioni come fece effettivamente Gerry Mulligan quando si sbarazzò della tastiera nel suo famoso quartetto “piano-less” con Chet Baker.
Fatta eccezione per il tamburello ed ogni altro strumento etnico, è proprio vero che, nelle registrazioni dell’Egea, le percussioni sono diventate una vera rarità...continua
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(a cura di
Mitchell Feldman)
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BERKLEE
COLLEGE OF MUSIC
Era il 1985 quando Giovanni Tommaso, già famoso contrabbassista,
compositore, arrangiatore nonché didatta, ebbe la felice intuizione di
proporre al Berklee College of Music di venire in Italia durante U.J. e
di organizzare una vera e propria scuola di musica, con insegnanti presi
direttamente dalle aule di quell’ istituto, un istituto che ha formato
musicisti del calibro di Joe Zawinul, John Scofield, Keith Jarret, Bill
Frisell, Gary Burton e tanti altri. Certamente Giovanni non poteva prevedere che oggi, 17 anni dopo, la sua scuola sarebbe esistita ancora
e che anzi sarebbe diventata nel corso degli anni una delle caratteristiche più importanti...
continua
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(a cura di Giovanni Serrazanetti)
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