CARLA BLEY BIG BAND

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(foto Belfiore/Adriani)

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 CARLA BLEY BIG BAND 

L’altamente eclettica e eccentrica compositrice e bandleader jazz Carla Bley non è straniera in Italia – paese in cui viene ad esibirsi dalla fine degli anni ’60 – neanche a Perugia, dove si era esibita nel corso di UJ 1996 in una serie di concerti nella Chiesa di San Francesco, alcuni brani dei quali poi ripresi nel 1997 per l’incisione di The Carla Bley Big Band Goes To Church.
Al concerto del 18 Luglio per UJ 2002 è stata accolta con grande entusiasmo dal pubblico del Teatro Turreno al quale, la Bley ha dimostrato da subito la sua forte personalità individuale annunciando che [...] “il punto di vista politico della musica che verrà suonata qui, questa sera, non rispecchia necessariamente quello dei musicisti e degli organizzatori del Festival”.
Come lo scomparso Frank Zappa, Carla Bley non ha paura, attraverso la sua musica, di prendere una posizione ed affrontare questioni politiche e sociali, ed ha guidato la sua “ensemble” di 17 membri per una brillante sequenze di tre parti dedicate al continente Nord Americano che lei ha costruito sulla base di temi musicali dagli inni nazionali degli U.S. e del Canada. La composizione, cambia stato d’animo passando dall’ironico all’irriverente al melanconico, ritratto in musica dei pensieri di Carla Bley su questa parte di mondo nell’era post 11 settembre. La band, che include al basso Steve Swallow, da lungo tempo il suo partner creativo, i sassofonisti Andy Sheppard e Wolfgang Puschnig, il trombettista Lew Soloff e i trombonisti Gary Valente e la figlia della Bley, Karen Mantler all’organo è lo strumento ideale per interpretare la sua musica altamente originale che sono veri quadri musicali, o di persona come “El Cocinero”, un ritratto di uno dei migliaia di anonimi lavapiatti del centro America che lavorano nei ristoranti newyorkesi, o le minacce insite nella vita moderna come nel frenetico pezzo “Fast Lane”. Il concerto è stato un’ottima conclusione alla serie di concerti in programma ad UJ 2002 delle jazz big band creative che ha visto le precedenti esibizioni della Vienna Art Orchestra, la Mingus Big Band e la Living Time Orchestra di George Russell.

(a cura di Mitchell Feldman)

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