H. Hancock; M. Brecker, R. Hargrove ...

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(foto Giancarlo Belfiore)

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DIRECTIONS IN MUSIC CON HANCOCK, BRECKER & HARGROVE

Uno degli eventi più attesi dell’intera stagione musicale di jazz in 
Italia di quest’anno era la presentazione, esclusivamente per questo paese, di Directions of Music, il tributo di Herbie Hancock, con il sassofonista Michael Brecker e il trombettista Roy Hargrove a Miles Davis e a John Coltrane, L’esibizione, tenutasi in  un teatro Turreno tutto esaurito, ha portat o UJ 2002 ad una conclusione stellare nel giorno di domenica 21 luglio. Lo spettacolo ha incluso molti dei brani di questa “ensemble” stellare presenti nel loro ultimo CD, registrato dal vivo nel celebre Massey Hall di Toronto – luogo storico per aver ospitato nel 1953 il concerto leggendario di un’altra all -star band formata da Charlie Parker con Dizzy Gillespie e Max Roach – e dedicato alla musica scritta da o fortemente identificato con Davis e Coltrane, due delle figure più importanti dello sviluppo stilistico musicale del jazz moderno. Il CD è stato inciso con l’accompagnamento del bassista John Patitucci e del batterista Brian Blade ma data la loro appartenenza attuale al quartetto acustico di Wayne Shorter, anch’esso in programma quest’anno al Festival, Hancock & Co. suono in tour con il bassita veterano George Mraz e il batterista di Hargrove, Willie Jones. Il concerto Directions of Music non ha tradito le aspettative del pubblico ed è stato anche all’altezza del suo nome, riprendendo lavori ben noti nel nuovo territorio.
"Impressions" di Coltrane e la ballata "Stella By Starlight," un 
capolavoro del repertorio tradizionale di Davis, si sono potute 
ascoltare in versioni armonicamente astratte che hanno mostrato aspetti delle composizioni originali nascoste dalla superficie melodica. L’interpretazione solista di Brecker del brano "Naima," 
l’indimenticabile ballata di Coltrane dedicata alla sua moglie, è stato un tour de force di invenzioni e virtuosismi.
Hancock è stato componente del famoso “secondo quintetto” di Davis dal 1963 al 1969 che ha fatto seguito ad un precedente quintetto degli anni ‘50 del trombettista che annoverava a sè Coltrane.
Queste due band sono state due delle più importanti “ensemble” dei precedenti capitoli della storia del jazz, e il quintetto ascoltato a Perugia, che include tre dei più originali e creativi strumentalisti 
che hanno seguito le orme del maestri ai quali hanno reso il loro 
omaggio, non ha solo custodito l’eredità musicale di Davis e Coltrane ma sono riusciti ad arricchirla.

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(a cura di Mitchell Feldman)