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MARCUS MILLER
Salito ieri sera con forte ritardo sul palco del Turreno Marcus Miller
ha fatto sentire sin dalle prime note del suo concerto di essere venuto
per dare al pubblico di U.J. una bella dose di energia creativa. Il bassista afroamericano, ben noto al pubblico del jazz per avere
collaborato in maniera egregia con Miles Davis nell’ ultimo periodo della vita artistica del grande trombettista, è venuto a Perugia alla
testa del suo attuale sestetto, un gruppo caratterizzato da una ritmica
potente e fantasiosa arricchita dagli spunti dei solisti, tutti eccellenti strumentisti perfettamente in grado costruire assoli
intelligenti, ricchi di tensioni e di momenti di rilascio. Ovvia e costante la presenza del leader, carismatico responsabile delle scelte
musicali del gruppo. Ottimo conoscitore del suo strumento, utilizzato per muoversi con grande disinvoltura all’ interno del materiale sonoro
presentato, Marcus Miller ha mostrato una volta di più di essere un vero
musicista di razza. Dai suoi bassi elettrici sono fluiti sia accompagnamenti serrati, che temi fascinosi, che soli brucianti dalla
carica ritmica trascinante che in più di una occasione hanno strappato
alla platea lunghi e scroscianti applausi. Peccato solo che la serata,
iniziata con i preziosi arabeschi sonori del piano di Michel Camilo fosse in realtà sbilanciata, meglio forse sarebbe stato presentare nella
stessa serata due gruppi di funk-jazz.
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