back

"ROUND MIDNIGHT"
JAM SESSION 2003 - J.A.T.P. REVISITED

Palazzo del Popolo - Sala Expo

foto Web Live


Questo concerto è di fatto un omaggio a Norman Granz, fondatore della Verve e grande impresario, e ad una felice formula da lui inventata. Una formula che ha avuto una parte non trascurabile nella storia del jazz, il JAZZ AT THE PHILARMONIC. Sia Granz che la sigla JATP oggi possono dire poco ai fans del jazz degli ultimi anni, ma i più anziani certamente ricordano l’uno e l’altra. Ed in ogni caso un recente cofanetto di ristampe, lussuosamente prodotto dalla stessa Verve, è l’ ideale per rinfrescare la memoria.
L’idea dopo tutto era semplice. Si prende una sezione ritmica affiatata e “sicura”, e le si mette davanti una sfilata di solisti, anche molto diversi fra loro per caratteri e stili. La libertà e’ totale: l’unica dote che si richiede e’ quella di saper improvvisare e di mettersi in totale sinergia con i compagni di avventura. Ci si mette d’accordo su una scaletta di temi, per lo più standards, e si suona: un assolo dopo l’altro, senza schemi particolari e senza quella che oggi sarebbe definita “progettualità”. E’ l’arte perfettamente codificata della Jam session, vecchia come il jazz. In più – da qui il termine “Philarmonic” – si usciva dal club per entrare nei luoghi fino ad allora riservati alla musica accademica: i teatri, le town hall, le sale da concerto.
Granz inventò questo nuovo modo di fare jazz alla fine degli anni ’40, quasi per caso e senza prevederne il successo. Subito dopo pubblicò il primo disco live che dava parziale resoconto del primo concerto. Funzionò il concerto e soprattutto funzionò il disco. Quindi la sigla JATP fu ripresa per tutti gli anni ’50, con episodiche rivisitazioni anche nei decenni successivi.
Ed ora il progetto di Granz viene celebrato con la stessa formula e nuovi solisti, tutti giovani ma già qualcosa di più di semplici promesse. Molti sono già noti al pubblico dell’Umbria per avervi suonato in contesti diversi. Una sola citazione (doverosa) per il pianista Mulgrew Miller. Un pò meno giovane degli altri, ma un fantastico musicista, l’ideale per fungere da punto di riferimento di un gruppo così esteso ed eterogeneo. (Paolo Occhiuto)


Jesse Davis  sax alto
Eric Alexander  sax tenore
Harry Allen  sax tenore
Terrell Stafford  tromba
Wycliffe Gordon  trombone
Mulgrew Miller  piano
Reggie Johnson  contrabbasso
Carl Allen batteria
Alvin Queen  batteria