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Marchigiano di Senigallia. Sellani comincio’ a suonare l’ organo negli anni ’40. Finito l’ apprendistato, e arriviamo al 1951, comincio’ ad affermarsi come pianista al fianco del trombettista americano Bill Coleman e poi dello stesso Arigliano. In seguito si trasferi’ a Milano dove suono’ con il chitarrista Franco Cerri e con il sassofonista Gianni Basso.
Agli inizi dei sessanta Sellani è un musicista corteggiatissimo: Helen Merrill, Lee Konitz, Stéphane Grappelli e Chet Baker quando sono in Italia cercano con insistenza il suo pianismo elegante e lirico. Negli anni settanta collabora con Gerry Mulligan e ancora con Basso e Cerri. E, a proposito di Basso, non si deve dimenticare che Sellani fu pianista dello storico quintetto Basso-Valdambrini.
Altro capitolo importante, la canzone: il pianista marchigiano ha prestato la sua arte raffinata di accompagnatore a cantanti pop come Mina e Fred Buongusto.
Negli ottanta e’ ancora molto attivo in campo discografico e nei novanta lo troviamo in varie trasmissioni televisive come prolifico compositore di musiche per spettacoli.
Fra i suoi ultimi prodotti ricordiamo con piacere il duo con Enrico Rava in ‘’Radio Days’’, e dei dischi con le canzoni di Gino Paoli. Occorre anche ricordare le sue importanti collaborazioni con il teatro. Insomma, un artista capace di conservare intatta la sua ispirazione e di diventare, con gli anni, un classico evergreen.
Dopo il successo estivo a Perugia, Umbria Jazz Winter ospita di nuovo uno dei migliori pianisti italiani. Sellani è ad Orvieto con il suo trio che vede, rispetto all’edizione perugina, Stefano Bagnoli alla batteria al posto di Gianluca Nanni.
Renato Sellani - piano
Massimo Moriconi - contrabbasso
Stefano Bagnoli - batteria |