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FORMAZIONE
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Giovanni Tommaso
quintetto
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Giovanni Tommaso
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contrabbasso
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Daniele Scannapieco
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sax tenore
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Luca Begonia |
trombone |
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Antonio Faraň |
piano |
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Massimo Manzi |
batteria |
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+ Piero Odorici |
sax tenore |
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Pino Candini, indimenticato direttore di Musica Jazz, ne parlo’, al suo debutto da diciottenne – era il 1982 – come di ‘’un vero talento del piano’’.
E lo stesso anno un’ altra autorita’ della critica specializzata, Franco Fayenz, pronostico’ che il pianista romano sarebbe stato ‘’un protagonista futuro del jazz italiano’’.
Antonio Farao’ non ha tradito le attese ed oggi, vent’ anni dopo, e’ uno dei pianisti italiani piu’ bravi e sensibili. E fra i piu’ stimati.
Una carriera cominciata presto e sostenuta da una seria preparazione accademica presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Le tappe sono state le partecipazioni ai piu’ importanti festival europei (e’ gia’ stato anche ad Umbria Jazz), a programmi radiofonici e televisivi, e a formazioni di jazzmen di
prestigio.
Per citarne solo alcuni: Lee Konitz, Steve Grossman, Tony Scott, John Abercrombie, Richard Galliano, Jerry Bergonzi. Fra gli italiani, ha suonato spesso con Claudio Fasoli, con cui ha inciso anche qualche bel disco.
Farao’ e’ apparso anche in dischi di Roberto Gatto, Carla Marcotulli, Franco Ambrosetti. Ha pubblicato anche dei cd a suo nome in quartetto, ed un importante disco in trio per l’ etichetta tedesca Enja in trio con Ira Coleman e Jeff ‘’Tain’’ Watts.
Fra i premi che ne hanno gratificato il talento, c’ e’ da ricordare almeno il concorso internazionale intitolato a Martial Solal, nel 1998, ma gia’ nel 1991
Farao’ si era piazzato secondo nel referendum annuale di Musica Jazz nella categoria dei nuovi talenti.
Umbria Jazz lo ripresenta quest’ anno come membro del quintetto di Giovanni Tommaso, ma soprattutto in una serie di recital di piano solo, una formula che solo i musicisti veri possono sostenere.
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