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intervista |
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FORMAZIONE
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Giovanni Tommaso
quintetto
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Giovanni Tommaso
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contrabbasso
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Daniele Scannapieco
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sax tenore
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Luca Begonia |
trombone |
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Antonio Faraò |
piano |
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Massimo Manzi |
batteria |
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+ Piero Odorici |
sax tenore |
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Il pubblico dell’ Umbria lo conosce bene per averlo ascoltato molte volte (anzi, nessuno altro jazzman italiano o straniero puo’ vantare piu’ partecipazioni di lui) e benissimo lo conoscono i ragazzi che frequentano le clinics estive della Berklee, di cui
Tommaso e’ direttore.
In una edizione estiva di qualche anno (per la precisione, quella del ’98) ha festeggiato proprio a perugina i primi 40 anni di carriera, una carriera spesa benissimo.
Giovanni Tommaso e’ infatti uno dei musicisti che piu’ hanno contribuito alla maturita’ del jazz in Italia, vivendone da protagonista alcuni dei momenti chiave. Solo per citarne alcuni: il pionieristico Quartetto di Lucca, la sua citta’ natale; il jazz rock del Perigeo, nel suo genere, cioe’ il jazz-rock anni ’70, e di gran lunga, il migliore gruppo italiano e uno dei piu’ importanti a livello europeo; il quartetto con Enrico Rava, o i numerosi quintetti, di cui hanno fatto parte in pratica tutti i musicisti italiani di rilievo, a cominciare da Massimo Urbani, ma anche, in ordine sparso e senza pretesa di completezza, Paolo Fresu, Pietro Tonolo, Flavio Boltro, Danilo Rea, Roberto Gatto, Maurizio
Giammarco.
Tommaso e’ un musicista senza pregiudizi ed aperto a tutta la musica, se si pensa a quanto, e con quale qualita’, ha lavorato per il cinema, la televisione, il balletto, la canzone d’ autore.
A questo riguardo occorre ricordare il bel disco per la Bmg intitolato ‘’Strane Stelle Strane’’, felice incontro di un quintetto jazz ed illustri esponenti della canzone, da Gino Paoli a Jovanotti.
Sul versante del jazz, e’ evidentemente il quintetto la formazione che preferisce: di quintetti consisteva il disco ‘’Third Step’’ (c’ era anche Joe Lovano), uscito tre anni fa, ed e’ un quintetto il gruppo che porta questo inverno a Umbria Jazz.
Contrabbassista esperto, compositore e arrangiatore di talento,
Tommaso e’ anche uno straordinario scopritore e conoscitore di talenti: in questo caso, occhio, anzi orecchio al sassofonista Daniele Scannapieco e al pianista Antonio Farao’, che del resto chi segue il jazz italiano conosce gia’
bene.
Massimo Manzi e’ uno dei migliori batteristi italiani, ed anche questo e’ noto, e Luca Begonia merita un’ attenzione particolare.
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