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FORMAZIONE |
| Medeski
,Martin & Wood |
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John Medeski |
organo, piano |
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Billy Martin |
batteria, percussioni |
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Chriss Wood |
basso |
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Il trio americano e’ uno dei gruppi simbolo del nuovo jazz elettrico (ma
John Medeski e’ anche un notevole pianista) che mescola con disinvoltura acid, rock, soul, avant-garde, e si tiene in bilico fra le storiche contaminazioni anni ’70 (Herbie Hancock…) e le sperimentazioni contemporanee. Secondo molti il suo merito principale e’ quello di aver forzato i confini del jazz moderno colmando la lacuna esistente fra l’ hard bop e l’ hip hop.
Di certo e’ uno dei gruppi jazz di grande successo, forse l’ unico che riesca oggi a radunare grandi platee, almeno in America, alla stregua di formazioni pop.
Per loro parlano le recenti frequentazioni: un tributo a Jimi Hendrix alla Brooklyn Academy of Music ed un altro per celebrare Burt Bacharach, concerti assieme a Beck, A Tribe Called Quest, Foo Fighters.
E poi collaborazioni con John Scofield, Marc Ribot, fino alla violoncellista Jane Scarpantoni, figura simbolo delle avanguardie newyorkesi, e addirittura Marshall Allen, storico sassofonista dell’ Arkestra di Sun Ra!
Ne esce un ritratto complesso ed intrigante, non troppo facile da decifrare e impossibile da sistemare nei confini angusti dei generi.
Da qui la stima che i tre si sono guadagnati fra i critici, e per esempio l’ autorevole Billboard ne parla come di
‘’tre magistrali improvvisatori che si muovono nella piu’ autentica tradizione del jazz, ma anche uno dei pochi gruppi che riescono ad accendere entusiasmi su una audience giovane a livello di massa’’.
La storia del trio ha un decennio di vita dietro le spalle e altrettanti album, gli ultimi dei quali per la Blue Note (uno dal vivo).
John Medeski, tastiere, e Chris Wood, bassista, nell’ estate del ’91 incontrarono il batterista Billy Martin e formarono il trio.
Medeski veniva dalla Florida, aveva studiato con Jaco Pastorius, poi si era perfezionato al Conservatorio di Boston.
Da subito aveva frequentato gli ambienti meno convenzionali del jazz, da John Zorn a John Lurie, con un occhio al rock piu’ intelligente (David Byrne). Wood era cresciuto in Colorado e aveva studiato con Dave Holland. Ingaggi importanti con George Russell, Marc Ribot, ancora Zorn, fino al giro della Black Rock Coalition.
Martin era di New York e aveva fatto importanti esperienze professionali con Bob Moses (batterista ma soprattutto band leader sottovalutato), Masada, Lurie, Ned Rothenberg, ma anche in contesti piu’ tradizionali come il gruppo di Chiuck Mangione.
Le vicende artistiche dei tre la dicono lunga sul patrimonio di situazioni artistiche da cui nasce il trio come sintesi finale di questa alchimia. Dal vivo, come nel loro studio privato di Brooklyn, producono buone vibrazioni che si possono prendere in tanti modi: un jazz che si puo’ ballare o dance music che merita anche un ascolto, funk o fusion, rock progressivo o jazz del dopo avanguardia, hip hop o soul acido. Ma non vale la pena correre dietro alle definizioni:
MM&W sono, semplicemente, uno dei suoni possibili della
contemporaneita’.
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