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FORMAZIONE
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Uri Caine trio
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Uri Caine
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piano
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Drew Gress
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basso
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Rodney Green |
batteria |
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Merita di essere conosciuta l’ etichetta tedesca
Winter & Winter, raffinata fin dalla confezione ma soprattutto sofisticata nelle scelte musicali.
Il personaggio di punta dell’ etichetta’ e’ oggi il pianista Uri
Caine, autore negli ultimi anni di alcuni fortunati progetti che ne hanno rivelato pienamente il
talento.
Caine si e’ segnalato per originali riletture (ma il termine e’ riduttivo) di autori classici, da Mahler a Schuman, da Wagner fino ad una monumentale rivisitazione delle Variazioni Goldberg di Bach.
Chi credeva che gia’ Glenn Gould avesse osato troppo in liberta’, deve ricredersi, 45 anni dopo, davanti ad una stravolgente e visionaria manipolazione del capolavoro bachiano.
Ma Caine non ha disdegnato formule piu’ convenzionali, come il trio pianistico con cui si propone quest’ anno ad Orvieto, e repertori piu’ consoni ad un jazzman, come i suoi recenti omaggi a Thelonious Monk e ad Herbie Hancock.
Uri Caine e’ un musicista eclettico che si muove con disinvoltura in campi anche molto lontani fra loro, ma che egli riesce a sintetizzare con sorprendente naturalezza, dal klezmer al free, dall’ hip hop all’ avanguardia di matrice accademica.
I suoi studi musicali del resto, prima a Philadelphia, dove e’ nato 45 anni fa, poi a New York, dove nel frattempo si e’ trasferito, sono stati di prim’ ordine.
Di lui si accorsero presto musicisti esigenti, da Benny Golson a Joe Henderson, da JJ Johnson a Terry Gibbs, tramite i quali prese dimestichezza con il linguaggio del jazz di estrazione bop.
Ma gli interessi di Caine si rivolsero presto ad esplorare gli aspetti piu’ innovativi del jazz newyorkese, ed ecco che lo ritroviamo a fianco di personaggi come don Byron, Marty Erhlich, Dave Douglas e Arto Lindsay.
In realta’, questo pianista, che ha gia’ fatto molto, sembra avere enormi margini di evoluzione, e per il jazz, per il quale il rischio maggiore e’ il conformismo, e’ una buona notizia.
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